Uno spassoso scambio di mail tra me e l’assessore Speranzon, al seguito del quale mi vedo obbligato a una rettifica: avevo accusato l’assessore di eccesso di spritz, lui mi corregge: è Cuba libre.
A questo punto il caso potrebbe essere considerato chiuso: l’assessore non era pienamente cosciente al momento delle sue dichiarazioni, come appare evidente dalla sua ultima mail.
Eppure, nonostante i cocktail, l’assessore è stato comunque perspicace quando mi ha mandato “a fare in Cuba”. In effetti sono colpevole due volte e mi autodenuncio ancora: le mie pessime frequentazioni mi porteranno nel giro di poche settimane a visitare la fiera del libro della Habana e la Casa de las Americas, luogo di barbarie e ignobile meta della peggiore feccia latinoamericana. Fossi stato un liberale avrei approfittato del viaggio per esportare Democrazia e Libertà made in Italy a qualche vedova della Habana Vieja o alla di lei nipote, minorenne ma consensuale.
Incollo di seguito, consigliando di leggere dal basso verso l’alto. Non ho risposto per non continuare un epistolario abbastanza farneticante . Mi veniva solo da dirgli che i suoi colleghi di partito ex P2 sono corresponsabili moralmente di quello che Massimo Carlotto, nell’introduzione del mio “Il fioraio di Perón”, ha definito “il più grande genocidio di italiani dopo la Seconda guerra Mondiale” : non sto parlando delle foibe, che assieme a Cuba sono i due capitoletti di storia imparati a memoria da chi in casa tiene solo i bignami liberal-nazi di Libero.
Mi riferisco alla strage di una generazione di argentini, molti dei quali con cittadinanza italiana.
Ecco le mail:
Speranzon:
Non mi risulta alcuna censura promossa in provincia di Venezia. lei è male informato. La censura come lei ben sa c’è a Cuba e c’era in Argentina negli anni 80. Cuba Libre
Sent from my Sony Ericsson XPERIA™ X1.
—– Messaggio originale —–
Da: Alberto Prunetti <ittoni@iol.it>
Inviato: venerdì 21 gennaio 2011 14.30
A: Speranzon Raffaele <raffaele.speranzon@provincia.venezia.it>
Oggetto: Re: R: Re: R: autodenuncia
Compagno, non le rimane che dimettersi e lottare assieme a noi contro
la censura promossa da Raffaele Speranzon.
Alberto Prunetti
Il 21-01-2011 14:31, Speranzon Raffaele ha scritto:
> > Provo disprezzo per qualsiasi forma di dittatura. Compresa quella cubana. Lei da quanto leggo, no. E me ne dispiaccio.
> >
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