Piccolo kit di smontaggio. Un antidoto per il veleno razzista e maschilista

di Alberto Prunetti

 

Per smontare le panzane razziste che rischiano di sommergere anni di accoglienza e di pratica della solidarietà nella gora delle passioni tristi.

(Edizione locale follonichese, replicabile sotto qualsiasi latitudine).

 

 

1.

Il razzismo è un dispositivo che alimenta l’odio contro il povero per tutelare il ceto medio-alto in rapida crisi. Serve anche a dare l’impressione a una parte dei poveri in crisi di non essere completamente alla mercé di trasformazioni sociali che non si sanno comprendere. In realtà, è un colpo di zappa sui piedi. Una toppa peggiore del buco.

La mia definizione è mediata da Umberto Eco e la trovate in questo fondamentale articolo qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/07/02/identikit-del-fascista.html?refresh_ce

 

2.

L’episodio di Follonica (due donne ingabbiate in un centro commerciale) mescola razzismo, maschilismo, odio verso i poveri e cyberbullismo. E’ un precipitato delle tossine che gli imprenditori politici della paura diffondono per indebolire il corpo sociale e poter soffiare sul fuoco dei mantra di destra. Roba del tipo: “cittadini esasperati che non ne possono più”, “a casa loro” etc etc. In realtà di esasperante in certe vicende c’è solo la povertà e la miseria sociale.

 

3.

Ho attualizato alcune di queste suggestioni di Eco in un articolo sul fascismo da social media, in cui descrivo il lavoro di infezione virale che comincia nella solitudine dell’avatar  e finisce in un parcheggio di un supermercato davanti a una videocamera, per poi rimbalzare nell’ora d’odio sui commenti di FB. (Scritto ovviamente qualche settimana fa, ma bisogna saper anticipare i mala tempora che corrono):

 

Appunti sul Social-fascismo. La condivisione delle «idee senza parole»

 

4.

Anni fa scrissi un’inchiesta in quattro parti in cui smontavo alcuni pregiudizi contro i rom e ne contestualizzavo le difficoltà sociali. E’ ancora attuale e non è stata smentatita. Anzi, è stata ripresa e confermata su ogni punto.

Qui la trovate in quattro parti:

https://www.carmillaonline.com/?s=luoghi+comuni+rom

 

E le quattro parti sono state raccolte in un unico file.

 

http://www.ristretti.it/commenti/2008/gennaio/pdf3/rom_prunetti.pdf

 

 

5.

In quell’immagine oscena, nel frame della donna in gabbia, c’è tutto l’orrore del presente. Ridere di una donna in gabbia è un atto disumano. E’ il riso del nazista sulla vittima, è lo sberleffo atroce del carnefice.

Comprendere, mettersi nei loro panni, sconfiggere chi tenta di dividere il corpo sociale. Chiedersi a chi serve la guerra tra poveri.

 

6.

Leggere non basta. Mobilitarsi con la testa. Studiare col cuore. Praticare la solidarietà. Non abboccare al rancore. Non cedere alle passioni tristi.

Non fare di Follonica o di qualsiasi altro posto una comunità del rancore. Il vero degrado è il fascismo e il razzismo. Un atto razzista distrugge anni di lavoro sociale, se non si risponde subito aprendo cuori e intelligenze.