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di Alberto Prunetti

tessera iplomQuando il mi babbo mi diceva “te l’avevo detto”, mi stava sulle scatole. Però a volte aveva ragione. Sulla IPLOM di Busalla, sugli incidenti di quella raffineria che dalla costa attrae petrolio, lo raffina e lo spedisce alle industrie della Val Padana, sugli sversamenti di idrocarburi che lui conosceva bene… ce l’aveva detto. E mi sta sulle scatole sentirlo e sentirmi una sorta di Cassandra, ma la verità era sotto gli occhi di tutti, dalla Valle Scrivia alla creuza nei pressi di Genova. Basta un po’ di whitewashing aziendale a nascondere la verità? Chissà. Intanto consiglio la lettura di un paio di pagine di Amianto dove si parla della Iplom, dove Renato, mio padre, ha lavorato sette anni, tra un disastro industriale e un incidente, prima che le cellule dei suoi polmoni impazzissero. Quando ci passate accanto alla Iplom, sull’autostrada che porta a Milano, fate un piccolo esercizio yoga che si chiama pranayama. Ovvero respirate. A quel punto potrete capire Amianto, una storia operaia alla perfezione. Fino a entrare nei polmoni del protagonista, che quell’aria l’ha respirata sette anni. O nei polmoni di chi vive accanto alla raffineria, che la respira tutti i giorni.

“Busalla è un piccolo paese in una vallata dell’Appennino ligure. Una corona di casette circondate dal verde dei boschi, tagliati dall’autostrada che da Genova sale fino a Milano. Ci vivono circa seimilacinquecento persone. Ma non sembra un paese, soprattutto passando dalla ferrovia o dall’autostrada Milano-Genova, di notte, quando decine di migliaia di tubi al neon creano un’allucinazione inquietante: un drago sbuffante di tubi e raccordi, un groviglio di cisterne, ciminiere e torrette, chilometri di tubature che sommergono Busalla e occupano la stretta valle Scrivia. La raffineria è dentro la valle, dentro la città e la gente vive prigioniera del drago. A poche decine di metri dalle abitazioni dei busallesi si lavorano gasoli, bitumi e oli combustibili e si realizza chimicamente la desolforazione dell’idrogeno.
Se poi una scintilla raggiunge una cisterna di gasolio e l’impianto si incendia, sembra sciogliersi anche l’asfalto per le strade di Busalla. Ma loro, i busallesi, sono costretti a vivere con il drago, come i tarantini, come i piombinesi: sono stretti nella morsa della fabbrica sia fisicamente, sia psicologicamente, perché lo stabilimento dà il ricatto del pane e pretende il diritto di inquinare. I sindacati del posto non sono descritti come particolarmente battaglieri – Renato lasciò per un anno le sue buste paga a un delegato busallese per avviare la prima volta la pratica Inps per i cosiddetti ‘benefici’ dei lavoratori esposti all’amianto: dovette andare a riprendersele dopo un anno senza che il tipo le avesse nemmeno tolte da un cassetto – mentre i proprietari mantengono le paghe un po’ più alte e fanno qualche investimento educativo per migliorare l’immagine aziendale.
Azienda che oltre a fatturare milioni di euro all’anno – da spartire tra la Finoil, la svizzera Energy Management e altre società statunitensi che rimandano alla francese Société Générale – alla gente del posto lascia qualcosa con cui campare e tanto inquinamento e malattie, come sostengono le associazioni locali che ne chiedono il trasferimento.

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[La CGIL di Reggio Emilia ha organizzato una bella presentazione di Amianto per dopodomani, il 15 ottobre 2015. Ecco il comunicato stampa.] A.P.

 

COMUNICATO STAMPA di CGIL Reggio Emilia e AFEVA Emilia Romagna

AMIANTO. UNA STORIA OPERAIA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ALBERTO PRUNETTI.

PARTECIPA RAFFAELE GUARINIELLO

 

Quella che vogliamo raccontare è la storia di un uomo, un operaio che “respira zinco, piombo e buona parte della tavola degli elementi di Mendeleev, fino a quando una fibra d’amianto trova la strada verso il torace”. La storia di un singolo che si fa storia collettiva e che Alberto Prunetti racconta con gli occhi di un figlio, perché Renato, il protagonista del libro, è suo padre, ma insieme con la lucidità di chi riconosce in quell’esperienza il senso di un’ingiustizia più ampia , che travalica il direttamente conosciuto e attraverso la scrittura si ribella.

 

reggio emilia amianto2

 

Partiremo da qui, GIOVEDÌ 15 OTTOBRE, dalle ore 15:30, in Camera del Lavoro, in un incontro pubblico che vuole tenere alta l’attenzione di cittadini e istituzioni sul tema dell’amianto in un territorio dove le fibre minerali dell’asbesto hanno prodotto una ferita non ancora rimarginata.

 

Per farlo ci saranno, insieme ad Alberto Prunetti autore di “Amianto. Una storia operaia”, edizione Alegre, il Procuratore della Repubblica e PM nel processo Eternit che si sta svolgendo a Torino, Raffaele Guariniello; il coordinatore di AfeVA (Associazione Familiari e Vittime Amianto) di Casale Monferrato, territorio che ha pagato un prezzo altissimo, Bruno Pesce; un ex-operaio delle Officine Grandi Riparazioni di Bologna, che ha vissuto sulla propria pelle il dramma di lavorare con l’amianto, Salvatore Fais; il responsabile Salute e Sicurezza della Cgil di Reggio Emilia che potrà fare il punto sulla situazione nella nostra provincia, Ciro Maiocchi.

A coordinare il dibattito arriverà Giorgio Mottola, giornalista di Report, Rai3, e già autore di diverse inchieste giornalistiche sull’amianto nel nostro Paese.

 

Un insieme di ospiti quelli chiamati dalla Cgil di Reggio Emilia, insieme allo sportello AFeVA della Camera del Lavoro, che testimonia la volontà di indagare un fenomeno che è insieme vicenda umana e storia del lavoro, vicenda processuale in corso e storia di giustizia negata. Ed ancora storia del presente, davanti al pericolo che l’amianto ancora rappresenta nel lavoro e nel territorio. L’amianto in Italia è illegale dal 1992 eppure c’è chi continua ad importarlo e chi continua a lavorarci a contatto.  E’ ancora presente in molte costruzioni civili e si ragiona di  mappatura e di smaltimento, con non poche difficoltà, di quantità ingenti di materiale.

Parlare di amianto insomma è una cosa seria.

Sta per arrivare in libreria la ristampa, in edizione accresciuta, di Amianto, una storia operaia per i tipi di Alegre Edizioni.  Il libro, distribuito a partire dal 7 maggio, contiene un nuovo epilogo inedito e una postfazione con un dialogo a tre (“il triello”) sul libro, condotto da Wu Ming 1, assieme a Girolamo De Michele e al sottoscritto.

Invito i librai che hanno sui propri scaffali ancora la vecchia edizione di Amianto di fare la resa dell’edizione Agenzia x e di ordinare la nuova edizione Alegre. Il distributore di Alegre è PDE e il magazzino dell’editrice ha copie sufficienti per una vasta distribuzione, dal momento che la stampa del libro è tipografica e non digitale.

Questo è il link alla pagina ufficiale di Amianto, una storia operaia: http://ilmegafonoquotidiano.it/libri/amianto

 

Alegre-amianto

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